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"La ricerca made in Inail: 210 linee di azione per la sicurezza sul lavoro"

fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza

28/01/2013 - Duecentodieci linee di ricerca convogliate in 36 programmi. Un grande interesse per l’innovazione tecnologica. Un approccio “a rete” fortemente articolato che – in nome della trasversalità – garantisca possibilità di interazione anche con strutture esterne all’Inail. Il tutto con particolare attenzione alla fase traslazionale – quella dove le conoscenze acquisite si trasformano in “pratica” – come momento qualificante, al fine del miglioramento e dell’ottimizzazione della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, contribuendo all’individuazione di specifiche politiche sanitarie. Sono questi i principali punti caratterizzanti del Piano di attività della ricerca (Par) 2013-2015 dell’Inail, approvato dal Civ lo scorso 28 dicembre, insieme al bilancio previsionale dell’Istituto.

Un passo avanti essenziale per il Polo salute e sicurezza. Predisposto col concorso di tutti i ricercatori/tecnologi del settore Ricerca nel rispetto delle Linee guida e dei criteri generali della delibera n. 10 del 1 agosto 2012 del Civ, il documento – pur in una logica di continuità col precedente dell’ex Ispesl, relativo al periodo 2009-2012 – rappresenta un punto di svolta essenziale nel processo d’incorporazione dell’Ispesl all’interno dell’Inail (secondo quanto disposto dalla legge 122/2010) per il Polo salute e sicurezza.

Attività nel rispetto del nuovo modello “a matrice”. Il Par 2013-2015 coinvolge la totalità delle strutture esistenti del settore Ricerca dell’Inail e ha organizzato il complesso di attività secondo il modello di sviluppo delle funzioni disposto nella citata delibera Civ e articolato non più “per macro aree”, ma “a matrice”: ovvero, secondo una griglia formata, a livello verticale, da matrici di “settore” (i settori merceologici nei quali l'Inail applica la sua tradizionale funzione assicurativa: dall'industria alle costruzioni, dal terziario al manifatturiero) e, a livello orizzontale, da aree di interesse scientifico denominate “matrici di fattore” (per esempio, i fattori di rischio determinati dall'evoluzione dell'organizzazione del lavoro a quelli connessi ai processi di produzione e trasformazione delle materie prime, a quelli determinati da interfaccia uomo/macchina, etc).

Importanza delle sinergie e delle interazioni. Le proposte di ricerca del Par hanno risposto, così, alle funzioni e agli obiettivi da perseguire indicati dalle varie intersezioni tra linee verticali e orizzontali dei diversi settori e – come suggerito dalla delibera – riportano, per ciascuna attività, le voci del “sommario esecutivo” (finalità, obiettivi, classificazione, impatti previsti, durata, costo “stimato”), nonché l’integrazione con ulteriori campi, molti dei quali ricavati dai format dei bandi della ricerca sanitaria (basi razionali, approccio metodologico, collaborazioni esterne a titolo non oneroso, trasferibilità). In fase di predisposizione del Par, inoltre, è stato attivato un confronto – a livello dipartimentale e interdipartimentale per stimolare sinergie/interazioni: analisi che ha portato al raggiungimento di proposte finali di linee di ricerca confluite in “programmi dipartimentali”, individuati sulla base di aree tematiche/settori di interesse, e in “programmi interdipartimentali” su specifiche tematiche con partecipazione condivisa.

Tecnologie per la prevenzione: dai rischi emergenti all’amianto.  Particolare attenzione è stata rivolta verso all’innovazione tecnologica e ai rischi correlati, anche in accordo con lo specifico Piano in materia, anch’esso approvato dal Civ il 28 dicembre scorso. L’innovazione tecnologica si riflette sia nella strutturazione dei programmi a carattere medico, igienistico ed epidemiologico sia di quelli più tipicamente tecnologici e di sicurezza dei prodotti e degli impianti (per esempio, il programma interdipartimentale sui rischi emergenti e quello sul contributo alla gestione del rischio nello sviluppo sostenibile delle nanotecnologie che colgono l’enorme sviluppo e la disponibilità di posti di lavoro con creazioni di profili di rischio a cui la ricerca può dare un contributo nella fase preventiva e di sviluppo). Da ricordare, in tale contesto – anche alla luce della sensibilità manifestata dal complesso delle istituzioni – il programma interdipartimentale su “ Esposizione ad amianto e rischi per la salute; priorità di intervento in tema di censimenti e bonifiche, materiali sostitutivi, strumenti di misura dell’esposizione e sorveglianza epidemiologica”.

Forte attenzione nei confronti delle pmi. Tra i principali ambiti di interesse del Par i sistemi di studio del fenomeno infortunistico e il potenziamento dell’analisi dell’albero delle cause e della sua gestione, l’innovazione tecnologica a favore della sicurezza in settori ad alto rischio come l’edilizia e l’ agricoltura e lo studio delle soluzioni organizzative per la gestione del rischio nelle diverse realtà lavorative. Notevole interesse, ancora, viene posto anche alla sicurezza delle attività produttive sia per le realtà industriali, con approfondimenti di settore, sia per le attività in sviluppo come le biotecnologie e le bonifiche. Previsto, infine, lo sviluppo di indicatori e strumenti per le aziende, con particolare attenzione alle pmi.

Iavicoli: “Un piano ancora più concreto per la trasferibilità della ricerca”. “Il Par 2013-2015, anche rispetto al precedente, è caratterizzato da una maggiore trasversalità e da un accresciuto numero di programmi di ricerca interdipartimentali e pone una più stretta attenzione alla trasferibilità e concretezza degli output di ricerca, nonché alla dimensione sociale che i cambiamenti del mondo del lavoro hanno caratterizzato anche rispetto alle tematiche emergenti – afferma Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento Medicina del lavoro dell’Inail – Di grande rilievo è stato il potenziamento dell’attività di rete, grazie a collaborazioni esterne che vedono il coinvolgimento di strutture del Servizio sanitario nazionale, dell’Università e della ricerca pubblica e le parti sociali. Questa sensibilità ci ha permesso di articolare il piano in modo armonico, nel tentativo di conciliare lo sviluppo di ricerca innovativa e i dati emergenti tratti dagli indicatori assicurativi, conferendo una maggiore caratterizzazione della trasferibilità utile al sistema prevenzionale del Paese anche nell’ottica del Polo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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