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"Storie di infortunio: lo raccolsero che ancora respirava"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
30/04/2013 -
Durante le operazioni di movimentazione di un filtro di depurazione
con un carroponte muore l’aiuto carpentiere Giuseppe schiacciato dalla
caduta del macchinario.
Chi
Giuseppe era un operaio specializzato italiano, di 56 anni, aveva
un contratto a tempo determinato di 40 ore settimanali e svolgeva la
mansione di aiuto carpentiere.
Dove e quando
L’infortunio è avvenuto in Piemonte, in provincia di Cuneo nel
marzo 2008, presso un’azienda metalmeccanica. Giuseppe era dipendente di
una ditta che doveva costruire e installare un impianto di filtrazione
delle nebbie oleose prodotte dalle lavorazioni di parti meccaniche con
fresatrici e torni. L’infortunio è avvenuto presso l’azienda che ha
commissionato l’impianto di filtrazione, durante le fasi di
installazione e montaggio.
Come
Giuseppe
era dipendente di una ditta che costruisce e installa impianti di
depurazione
dei fumi. Quel sabato, coadiuvato dal collega Abram, si trovava presso
un’officina meccanica per eseguire le ultime operazioni di montaggio di un
filtro di aspirazione di nebbie oleose. Il filtro doveva essere installato
sopra un soppalco metallico allestito precedentemente.
In
tarda mattinata Paolo, coordinatore dei lavori dell’impresa dove lavorava
Giuseppe, aveva trasportato il filtro che pesava più di 1.800 kg presso
l’officina meccanica. Il personale dell’officina aveva scaricato il filtro dal
camion con l'aiuto di un carrello elevatore e lo aveva
sistemato in un’area all’interno del capannone industriale. Dopo aver dato
istruzioni su come ultimare le fasi di montaggio del filtro prima della
collocazione nella posizione definitiva, Paolo era tornato presso la sede
dell’azienda per prendere altro materiale per la lavorazione. Nello stesso
momento il personale della ditta appaltante che aveva aiutato Paolo nella
movimentazione del filtro, si era assentato per la pausa pranzo.
Gli
accordi presi tra le due ditte prevedevano che le operazioni di movimentazione
del filtro fossero di competenza della ditta appaltante.
Giuseppe
e Abram, rimasti soli, hanno finito di assemblare il filtro e hanno deciso di
spostarlo. Giuseppe ha trovato delle funi che ha collegato ai golfari del
filtro. Dopo aver posizionato le funi ha iniziato a spostare il filtro con
l’ausilio di un carroponte. Con una mano utilizzava la pulsantiera del
carroponte e con l’altra guidava il cassone che conteneva il filtro per evitare
che urtasse contro una scaffalatura che si trovava lì vicino.
All’improvviso
le funi che ancoravano il filtro sul lato sinistro hanno ceduto causando uno
sbilanciamento del filtro e il successivo strappo delle funi di destra. Nel
crollo il filtro ha investito Giuseppe che è rimasto schiacciato.
“Io
sono salito sul filtro, ho messo il collettore aiutato da un altro operaio
che poi è sceso subito. Io ho continuato a imbullonarlo; è arrivato Giuseppe,
ha legato le cinghie, poi ha avvicinato il carroponte con la pulsantiera e mi
ha detto di allungargli i ganci per attaccare le cinghie, io l’ho fatto e poi
sono sceso, ho spostato la scala lì per terra e mi sono messo dietro al
filtro verso il soppalco a circa 4-5 metri di distanza.
Giuseppe
ha alzato il filtro sino a un’altezza come la mia, mi pare di ricordare (io
sono alto circa 1,78 m), mi ricordo però che oscillava nella mia direzione.
Non mi ricordo se era inclinato o in piano durante il sollevamento.
Quando
è caduto non mi ricordo da che parte è caduto per prima”.
Il collega Abram e alcuni lavoratori della ditta appaltante hanno liberato Giuseppe, che in quel momento “ancora respirava e piangeva” ma, quando è arrivato sul posto il personale del 118, era già deceduto.
“Mentre i miei colleghi hanno posizionato i pezzi di legno per alzare la cappa, io ho afferrato Giuseppe dalle braccia e l’ho liberato dal peso. Ho visto che Giuseppe piangeva e poco dopo è deceduto”.
Il collega Abram e alcuni lavoratori della ditta appaltante hanno liberato Giuseppe, che in quel momento “ancora respirava e piangeva” ma, quando è arrivato sul posto il personale del 118, era già deceduto.
“Mentre i miei colleghi hanno posizionato i pezzi di legno per alzare la cappa, io ho afferrato Giuseppe dalle braccia e l’ho liberato dal peso. Ho visto che Giuseppe piangeva e poco dopo è deceduto”.
Perché
Le
funi, ancorate ai golfari con nodi a strozzo, presentavano sfilacciamenti e
strappi ed erano collegate a ganci privi di chiusure.
L’infortunio
è avvenuto perché le funi erano usurate a tal punto da non poterne
riconoscere la portata e il collegamento dei golfari del filtro ai ganci del
carroponte è stato realizzato con dei nodi a strozzo che hanno dimezzato la
portata della fune.
Cosa si è appreso
dall’inchiesta
Le
indagini svolte hanno evidenziato che Giuseppe, malgrado le indicazioni
ricevute dal suo superiore, aveva deciso di propria iniziativa di spostare il
filtro e ha cercato delle funi all’interno dello stabilimento senza chiedere a
nessuno l’autorizzazione all’utilizzo.
Le
funi impiegate da Giuseppe per ancorare il filtro non erano idonee perché in
cattivo stato di manutenzione. Inoltre, il collegamento delle funi tra filtro e
carroponte non era stato realizzato in modo corretto.
La
ditta appaltante aveva lasciato a disposizione funi per imbracare in cattivo stato
di conservazione, prive di manutenzione, di targhette e certificazioni e
pertanto non rispondenti alla Norma Tecnica in vigore al momento dell’evento.
Gli strumenti di sollevamento utilizzati non tenevano conto del peso dei
carichi da movimentare, dei punti di presa, dei dispositivi di aggancio e della
configurazione dell’imbragatura.
La
ditta appaltatrice ha permesso che le attività svolte dai propri lavoratori
avvenissero senza attrezzature per la movimentazione e dispositivi
antinfortunistici appropriati. Inoltre, non erano state fornite indicazioni
puntuali né tantomeno un’adeguata formazione sulla mansione da svolgere,
lasciando che i propri lavoratori agissero di propria iniziativa.
Sia
la ditta appaltante sia la ditta appaltatrice non hanno attuato un’attenta
vigilanza sulle operazioni svolte.
Indicazioni per la
prevenzione
L’importanza
delle azioni di coordinamento tra ditta appaltante e ditta appaltatrice emerge
chiaramente dall’indagine svolta.
La
ditta appaltate nel momento dell’affidamento dei lavori deve fornire tutte le
informazioni sui rischi specifici presenti
all’interno dell’azienda, sull’uso delle attrezzature disponibili, compresi i
rischi d’interferenza. Deve inoltre evitare di lasciare a disposizione dei
lavoratori della ditta appaltatrice, materiale non a norma e usurato.
È
indispensabile che la ditta appaltatrice fornisca ai lavoratori le attrezzature
e i dispositivi antinfortunistici appropriati, nonché le informazioni
necessarie per svolgere l’attività in condizioni di sicurezza.
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